lunedì 5 ottobre 2015

Quattro lunghissimi secondi

In questi giorni ho lavorato tanto senza mai staccare la spina. Non sono mai stato così prossimo al suicidio. Avevo bisogno di un diversivo, così ho accettato vari inviti da parte di colleghi ed ho passato il pomeriggio a fare cose insieme a loro. 
Con la scusa del luogo affollato, ho finto di perdere di vista il gruppo e me ne sono stato un po' per fatti miei. Poi lo capirò cosa non va, ma non è questo il punto..
A fine serata sono andato al cinema a vedere un film che parla di uno scrittore. Mi sono depresso.  
Ad ogni modo, dopo il film sono andato a pisciare. 
Mi sono lavato le mani accanto ad un vecchietto col morbo di Parkinson allo stadio avanzato. Cazzo ci facesse lì a quell'ora, io proprio non lo so. Tremava da paura, poverino. Ero alla sua destra. Ci siamo guardati attraverso lo specchio per quattro secondi. Quattro lunghissimi secondi ed ho letto tutto di lui.
Ho letto l'imbarazzo che provava perfino dopo che ha abbassato la testa per lavarsi le mani. Ero sì e no a venti centimetri dal suo braccio. Avevo il fianco poggiato al lavandino ed ero rivolto verso di lui. Lo fissavo. Percepiva il mio sguardo, ne sono certo. Ha chiuso il rubinetto e invece di girarsi verso l'asciugatore alla sua sinistra, si è girato verso di me. Aveva le braccia piegate e tremolanti; le mani gli gocciolavano. Ci siamo guardati negli occhi per altri quattro secondi. Ho letto la nostalgia. Mi ha guardato come per dire "sei quello che io ero, sono quello che tu sarai..".
Poi si è girato dall'altra parte, si è asciugato le mani ed è uscito dal cesso. Sono rimasto un paio di secondi fermo. Ho fatto un rutto che sapeva di rossa doppio malto e me ne sono andato asciugandomi le mani sui jeans.

Erano giorni che non scrivevo. Ci ho provato a buttare giù qualcosa, ma in pratica mi faceva cagare ogni rigo che completavo. Ho lasciato perdere in attesa di giornate migliori. 
Sono stato ispirato da una pisciata..


Don P.

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