Cammino lungo il binario 9 della stazione di Roma Termini. Dal treno scende una ragazza e comincia a correre lungo la piattaforma con uno zainetto che le rimbalza dietro la schiena. Corre verso un ragazzo (ahimè coi mocassini), i due si stringono forte e si sussurrano qualcosa. Lui è leggermente chinato ed ha gli occhi chiusi, lei ha il mento poggiato sulla sua spalla e con gli occhi fissa un punto in alto.
Continuo a camminare guardando in avanti e sorridendo dentro.
Adoro le stazioni!
Percorro venti metri. Una donna anziana abbraccia due bambini; un maschietto a cui mancano due dentini ed una femminuccia di poco più grande.
I piccoli salgono in treno facendo 'ciao' con la manina. La nonna si gira di schiena e coi palmi delle mani fa pressione sugli occhi come per schiacciare le lacrime sul nascere. Le uccide.
Continuo a camminare. Non sorrido.
Odio le stazioni!
Salgo sul treno. Poco dopo la partenza mi imbatto in una coppia anziana. Forse sui 70 anni, inglesi. Lei dorme, lui le è seduto accanto e le tiene la mano. Chiede per sé un bicchiere di coca-cola con un po' di indecisione. Poi ci ripensa. Si scusa e dice che forse preferisce un succo d'arancia. Non è sicuro.
Per la moglie ordina - senza esitazione alcuna - un bicchiere d'acqua frizzante ed un caffè senza zucchero (just black!) con qualche biscotto, perché sa già che ne avrà voglia al suo risveglio.
Si sono completati..
Noi esseri umani siamo uno spettacolo straordinario!
Don P.

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